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 La Garfagnana del '500 apparve agli occhi del poeta come una vallata selvaggia, infestata dai banditi e funestata da fazioni in lotta.

Non pochi sono gli aneddotti più o meno fantasiosi che collegano l'Ariosto ai banditi locali.

Da oltre 10 anni la versione romanzata dell'incontro col bandito detto "il Moro del Sillico" è al centro di una festa che si svolge nel borgo di Sillico. 

Proprio attorno a questo borgo sono nati "I Sentieri del Moro".
 

Ludovico Ariosto è una delle figure di spicco della letteratura italiana di tutti i tempi e uno degli autori italiani più studiati al mondo insieme a Dante, Petrarca e Boccaccio.


Nato a Reggio nell'Emilia nel 1474 dal ferrarese Nicolò, già funzionario con varie cariche del Ducato d'Este, e dalla reggiana Doria Malaguzzi Valeri, studiò diritto per dedicarsi alla letteratura.


A Ferrara ricevette una discreta educazione umanistica, ma quando nel 1500 rimase orfano del padre dovette interrompere gli studi per provvedere al sostentamento dalla famiglia e all'educazione dei fratelli.


Nel 1504 entrò al servizio del cardinale Ippolito Este, fratello del duca Alfonso Este. Il cardinale lo incaricò di faccende pratiche e di numerose ambascerie: a Firenze, Mantova, più volte a Roma. Nel 1516 uscì a Ferrara la prima edizione dell'"Orlando furioso", sua opera capitale.


Nel 1517 passò al servizio del duca Alfonso Este e nel 1522 accettò l'incarico di governatore della Garfagnana, allora infestata dai briganti e caratterizzata da lotte interne: svolse il suo incarico con notevole senso pratico e impegno, ma non senza sofferenza.


Nel 1525 tornò a Ferrara dove si dedicò alla ricorrezione dell'"Orlando furioso", organizzò rappresentazioni teatrali per la corte, mantenne intensi rapporti con gli amici umanisti.

Gli capitò ancora di svolgere missioni diplomatiche per il duca.


Morì a Ferrara il 6 luglio 1533.

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